Venerdì 3 Marzo 2006

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Recuperate 331 monete antiche: valore oltre 8 milioni

 

 

 

Blitz della Finanza del Lazio nel Novarese: imprenditore denunciato. I pezzi risalgono alla metà del IV secolo

 

 

 

Nascondeva da due anni nel caveau di una banca del Novarese 331 preziosissime monete antiche che sono state sequestrate dai militari del Gruppo tutela patrimonio archeologico del Nucleo regionale polizia tributaria Lazio della Guardia di Finanza, che ha denunciato un imprenditore piemontese di 65 anni, che dovrà ora rispondere di sottrazione di materiale archeologico. L'indagine delle Fiamme Gialle, scattata nell'aprile del 2005, si è conclusa nel settembre scorso con il ritrovamento del ”tesoretto”, ovvero nella terminologia numismatica una riserva di monete antiche. I finanzieri del Gruppo tutela patrimonio archeologico, coordinati dal tenente colonnello Luigi Stabile, aveva scoperto alcune intermediazioni tra personaggi romani e toscani, che si muovono nel mondo delle opere d’arte e dei reperti rubati e altri del Piemonte ricostruendo così la rete di trafficanti e collezionisti. E sono arrivati al recupero della raccolta di monete considerata dalla comunità accademica un ”unicum” di straordinario interesse scientifico. Sono monete in oro, argento, bronzo e leghe meno nobili costituite da stateri e sottomultipli, dracme e dicracme, quadranti e sestanti realizzati con la tecniche dell’incuso (in una faccia l'immagine è a rilievo, nell’altra è in incavo), che risalgono alla seconda metà del IV e V secolo a.C. ed appartenenti, secondo quanto ricostruito, alle colone Achee di Poseidonia, Metaponto, Sibari, Crotone e Caulonia, tutte in ottimo stato di conservazione. Soltanto le monete in oro secondo una prima stima valgono 16 miliardi delle vecchie lire.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le preziose monete sono state immesse da tombaroli nel mercato illecito fino ad arrivare all'acquirente finale, in questo caso il piemontese denunciato, già possessore di un ”museo privato”, ricco di opere elleniche, etrusche e di una collezione di sculture della Roma imperiale, alcune censite altre del tutto detenute illegalmente. I militari delle Fiamme Gialle nell'estate scorsa durante le indagini si sono messi sulle tracce di un'organizzazione criminale che operava nel territorio campano e che ricettava opere provenienti da siti ecclesiastici violati e dal saccheggio di siti sepolcrali sanniti o magnogreci.