Cosa c’è dietro la vicenda delle monete sparite o sostituite ...

Cosa c’è dietro la vicenda delle monete sparite o sostituite (stando almeno alle richieste di rinvio a giudizio della Procura di Roma) nel Medagliere nazionale? Un traffico durato anni oppure si è trattato di semplice incuria, di difficoltà oggettiva nel controllare un patrimonio così vasto? La risposta potrà venire solo dalla magistratura quando si pronuncerà. E speriamo presto. Per ora resta solo molta materia di riflessione sui beni culturali romani e sul loro incerto destino. Chiunque si occupi del settore sa bene quanto sia penoso lo stato dei finanziamenti nazionali per i Beni culturali. L’Italia destina un misero 0.20% del Prodotto interno lordo alla conservazione delle proprie radici eppure il turismo attirato dalle meraviglie italiane rappresenta l’11%. Il rapporto dare-avere è scandaloso.
Col crescere dei tagli, la tutela ha subito una ulteriore inevitabile, preoccupante contrazione nel 2005-2006. Ed è fatale che la patina più pesante si sia posata su quei beni meno «evidenti» e quindi di non immediata fruibilità. Forse per questo (ma non è una scusante, né per la struttura né per lo Stato) il Medagliere non dispone ancora di un archivio degno di questo nome. Forse per questo la carenza di immagini fotografiche è comprensibile (ma non giustificabile) solo riflettendo sullo sterminato numero di pezzi affidati alla mano pubblica.
La collettività ha tutti i diritti di sapere cosa sia davvero accaduto a quelle monete. Ed identico diritto hanno tutte le persone coinvolte a vario titolo e con differenti (sempre ipotetiche) responsabilità: la presunzione di innocenza non deve e non può essere una formula di comodo. Ma la gestione dei beni culturali ha un parallelo bisogno di una gestione certa, seria, affidabile. E ciò che indubbiamente colpisce in questa vicenda è che qualcuno abbia avuto facile accesso per anni al Medagliere e che per altrettanto tempo studiosi e storici abbiano faticato, spesso invano, per ottenere un permesso per accedere alla collezione per ragioni scientifiche.
Detto questo, le sparizioni nel Medagliere richiamano altri disastri del patrimonio romano. Le frane al Palatino, per dirne una. La mille difficoltà economiche in cui versa l’area archeologica. E sono solo alcuni piccoli esempi. C’è da sperare che il nuovo inquilino del ministero per i Beni e le attività culturali sia persona capace di mettere mano subito al motore amministrativo, senza bisogno di «rodaggi». Magari partendo proprio dal «caso romano» che, come dimostra la vicenda del Medagliere, ha bisogno di interventi urgentissimi.