«L’inchiesta?
Soldi buttati via... Evitiamo polemiche squallide»
Il
Medagliere Nazionale è sotto sequestro. Custode giudiziale era stato nominato
Adriano La Regina: poi, col cambio di sovrintendente archeologico, Angelo
Bottini. Silvana Balbi De Caro ne è stata per anni e anni, fino al sequestro,
la responsabile. Nel 2004 è stata nominata sovrintendente archeologica
d’Abruzzo. Da pochi mesi è passata al ministero, dirige parchi e musei
archeologici. Un nome piuttosto noto, nell’ambiente. Consulente numismatico
della Banca d'Italia. Direttore scientifico del Bollettino di Numismatica edito
dal ministero. Docente nella Scuola dell'arte della medaglia della Zecca e
nella Scuola di Archivistica dell'Archivio di Stato. Autrice di un’infinità di
studi sulla storia della moneta. Ha realizzato incontri scientifici e convegni.
Apprezzata relatrice in seminari e incontri, accusata ora di peculato.
Possibile?
Tra le sue ultime apparizioni a Palazzo Massimo si ricorda il momento in cui i
carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale riportarono a casa ben
20.000 monete greco-romane che insieme a rarissime tavolette cuneiformi
assiro-babilonesi venivano commerciate su E-bay da trafficanti italiani e
libanesi, con uno snodo a San Marino. Sessanta i denunciati per ricettazione,
quattro gli arrestati, più che soddisfatta la reggente del Medagliere nazionale
che si ritrovava ad ereditare questa ulteriore fortuna in monete. Più caustico
all’epoca il suo sovrintendente Adriano La Regina, che insoddisfatto di tener
chiuse nel caveau di Palazzo Massimo oltre 500 mila monete ha chiesto
inascoltato la costituizione di un museo della moneta che ancora non c’è.
E ora? Parecchie monete mancano al conto nel tesoro numismatico dei Savoia che
ha vissuto una vita davvero avventurosa: 23 casse che alla fine della guerra
hanno fatto avanti e indietro tra Italia e Germania, fino ad essere quasi tutte
consegnate all’Italia nel ’46. Casse che prima di approdare a palazzo Massimo,
nel ’96, sono state al Quirinale e al Museo romano delle Terme. Nell’83 infine
le hanno raggiunte dalla Svizzera le ultime casse, con le 8000 monete più
importanti. «Il pm può chiedere quello che vuole, io le mie deduzioni le ho già
presentate - aggiunge l’archeologa -. Vorrei evitare una polemica squallida. Come
dirigente ho delle forme da rispettare. Non è corretto da parte mia dare
valutazioni...». Le dà per lei il suo antico sovrintendente Adriano La Regina:
«Nell’83 arrivò una cassa di monete, sì, ma era aperta. Così mi fu
riferito...».
Paolo
Brogi